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VOCENOVA, un trio di bossa nova nato in Italia, ma musicalmente proiettato in terra carioca

Chiara Campomori (voce solista), Roberto Soldati (chitarre) e Danilo Tomasetta (sassofoni e flauto) hanno in comune la passione per la bossa nova. E' questa la molla che li ha portati a dar vita al progetto Vocenova, nato tra Imola e Bologna all'inizio del 2019. Vocenova puntano ad un sound essenziale ed acustico. La complessità e la ricercatezza musicale invece sono già intrinseche al genere, la bossa nova, che unisce la propensione ritmica tipica di tutta la musica brasiliana ad un'armonia complessa e raffinata, che ha una spiccata parentela con le armonie del jazz. Dopo la scelta del repertorio, basato sulla rivisitazione dei grandi classici della bossa, il trio si è concentrato su nuovi arrangiamenti, sul sound della chitarra e sugli interventi del sax, che fanno da contraltare alle melodie del canto.


CHIARA CAMPOMORI    
 
Inizio gli studi di pianoforte e canto da giovanissima a 16 anni con l’insegnante Ada Turtura, presso la Scuola Musicale Vassura Baroncini di Imola. Sono stata corista nella Corale Laurentiana di Imola, mia città natale, per dieci anni
In seguito proseguo con lo studio del pianoforte col pianista Luca Rasca e studio canto con Luisa Cottifogli.
A inizio 2010 ho pubblicato la raccolta di versi “Petali sul nulla”, libro che ho presentato alla fondazione Gottarelli (noto pittore imolese), accompagnata nella lettura delle mie poesie dal prestigioso flautista Massimo Mercelli.
A fine 2010 ho sviluppato un progetto musicale-poetico di cui sono stata regista e interprete, “Poesia, sonorità e sentimento del tango”, ispirandomi alle liriche di Jorge Luis Borges, con musiche eseguite dagli argentini Amilcar Soto Rodriguez alla chitarra e Daniel Pacitti al Bandoneon.
Nel 2019 avviene l’incontro con il sassofonista-flautista e arrangiatore Danilo Tomasetta, e insieme nasce l’idea di creare i VOCÉNOVA, coinvolgendo nel progetto anche il chitarrista Roberto Soldati.


ROBERTO SOLDATI

Ho cominciato a suonare la chitarra da adolescente partecipando ad alcuni concorsi per gruppi pop-rock bolognesi. Fui notato dal noto cantante e autore Roberto Ferri, che mi volle con sé chitarrista accompagnatore fino al 1971, anno in cui formai insieme a Danilo Tomasetta un gruppo denominato prima Leviathan poi successivamente Opus, col quale eseguivamo covers e anche brani di nostra composizione. Nel 1974 entrai a fare parte del Collettivo Autonomo dei Musicisti Bolognesi. Fu in quel contesto che incontrai e conobbi Claudio Lolli, già noto cantautore con 3 album alle spalle. Da quell'incontro nacque la collaborazione grazie alla quale, sempre insieme a Danilo Tomasetta, venne elaborato lo storico album "Ho visto anche degli Zingari felici", che ancora oggi la rivista Rolling Stone colloca tra i 100 migliori album di tutti i tempi della musica italiana. Dopo una lunga pausa (tra il ’76 e il ’98 mi son dedicato alla carriera universitaria come fisico teorico) ho ripreso l'attività musicale dal vivo formando un gruppo di covers denominato Il Resto del Carlitos, divenuto poi in seguito abbastanza noto nell'area bolognese. Nell'estate 2012 ho ripreso l'attività musicale dal vivo con Claudio Lolli, Paolo Capodacqua e Danilo Tomasetta. Dal 2015, sempre insieme a Danilo ho lavorato agli arrangiamenti e alle registrazioni di “Il Grande Freddo” , l’ultimo album di Lolli pubblicato nel maggio 2017 e vincitore della Targa Tenco come miglior album dell'anno per la canzone d'autore. Ad inizio 2019 Danilo mi propone di dar vita al progetto Vocenova, al quale ho entusiasticamente aderito
 

DANILO TOMASETTA

Il mio approccio con la musica, come per tanti, avviene molto presto, come chitarrista in vari gruppi pop bolognesi. A 20 anni mi iscrivo al corso di flauto traverso del conservatorio Giovan Battista Martini di Bologna. Ben presto al flauto affianco il sassofono, prima contralto, poi anche tenore. Il sax diventa in poco tempo il mio strumento di elezionere ed è con questi strumenti che mi applico, insieme a Roberto Soldati, agli arrangiamenti del celebre "Ho visto anche degli zingari felici" di Claudio Lolli. Dopo una pausa forzata dovuta alla naia, la collaborazione con Claudio prosegue con l'album "Extranei" (1980). Poi, dopo una lunga tournée per teatri e piazze italiane, le cose della vita mi portano lontano dalla musica suonata e il sassofono rimane a lungo nell'astuccio. Lo ritiro fuori nel 2012, per metterlo ancora al sevizio di Lolli in vari concerti italiani e soprattutto per arrangiare insieme a Robero Soldati l'ultimo disco di Claudio, quel Grande Freddo vincitore della targa Tenco, che ho aiutato a nascere e del quale sono anche arrangiatore insieme a Roberto. Dal 2012 il sassofono è di nuovo il mio miglior compagno di vita e il progetto Vocenova mi dà l'occasione di cimentarmi, sia come interprete che come arrangiatore, in un repertorio che ho sempre amato.
 
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